Un blog che vorrebbe trattare principalmente di comunicazione non convenzionale, ambient, guerrilla, viral... ma che nella realtà è una bolgia caotica d'interventi casuali
Tutto è cominciato a Torino, piazza Vittorio Veneto, la scorsa pasqua, quando i ragazzi di Ninja Marketing hanno installato un gigantesco uovo dal quale provenivano strani ed inquietanti suoni, come di una vita che stesse prendendo forma

Successivamente, mentre l'intera città si domandava cosa mai potesse significare quell'uovo, l'uovo si è rotto ed ha svelato il suo interno: una bottiglia extra large di Golden Fire (che ha come simbolo un drago)

Dalla sua nascita il drago ne ha combinate davvero tante, ma a dispetto della sua mole e del suo aspetto terrificante, non sembra essere particolarmente pericoloso; se non ci credete guardate questo viral


Ma attenzione, se vi trovate in un pub temporaneamente scelto dal drago come proprio rifugio, a non allontarvi dalle avvenenti guardiane: ci sono alcuni luoghi dove il loro potere protettivo non arriva, e potreste fare brutti incontri


Magari non originalissima nei contenuti, ma senz'altro una delle campagne più articolate e complesse che abbia visto in Italia negli ultimi tempi.
Davvero complimenti ai Ninja
No no no, non sto per parlarvi di un nuovo tipo di erba giamaicana, ma di un'operazione di guerrilla marketing realizzata all'ingresso dell'università Mackenzie di San Paolo in Brasile.
è stato realizzato uno spettacolare mega adesivo che, applicato a terra, dava ai passanti la sensazione di trovarsi proprio sull'orlo di un precipizio senza fondo; a fianco del burrone, una transenna ricordava che La droga è la fine della linea (lo so che in italiano non significa molto, probabilmente in inglese invece si)
un dubbio: ma non si dice che la droga sia un tunnel? mica un burrone...
Tra le altre cose che ho visto a Londra, ho scoperto che esiste un writer che è una vera e propria leggenda: appare nottetempo in alcune studiate location e realizza la sua opera a tempo di record lasciando il giorno dopo la città sbigottita ed ammirata ad osservare le sue creazioni. C'è persino chi, dicono, svegliandosi la mattina e trovandosi il muro della propria abitazione "visitato" dal misterioso artista, si sia affrettato a ricoprire il pezzo con una lastra di plexi e a metterlo all'asta (si mormora sia stato battuto per 60k pounds!!!) .
Le sue opere mettono a nudo l'ipocrisia, le contraddizioni e i sogni infranti di una metropoli a metà strada tra la totale libertà personale e l'ossessione del terrorismo
Il suo nome è Bansky, e su FlickR trovate un'incredibile quantità di foto che ritraggono le sue opere; personalmente svoltato un angolo mi sono trovato di fronte questo, fresco fresco di nottata

Notate per cortesia che il tutto è stato scritto proprio sotto ad una telecamera a circuito chiuso (CCTV)

In basso a sinistra invece, pregevole dettaglio del poliziotto che fotografa il graffito

Non voglio discutere se questa sia o meno arte, ma è certamente una forma di comunicazione non convenzionale
altri graffiti, altri messaggi

