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mercoledì, 07 maggio 2008

Amnesty si, Amnesty no

Pochi giorni fà da KTTB commentavo una campagna Amnesty che, volendo trasmettere l'importanza e la forza della firma che ciascuno di noi può decidere di apporre per sottoscrivere qualsiasi loro petizione (stesso obiettivo, quindi, di quest'altra campagna che vi avevamo già mostrata), usava suddette firme come un filo (la grafia ben si presta a questi giochi) che chiudeva le bocche dei potenti;

amnesty pinochet signature

amnesty kim jong II signature

La mia opinione era ed è che mettersi dalla parte dei censori che impediscono non l'azione ma l'espressione dei pensieri fosse il primo passo per porsi dalla stessa parte della barricata di coloro i quali si condanna.

Trovo decisamente più bella, più suggerita ma non per questo meno efficace, questa seconda campagna Amnesty in cui l'ONG promette di essere la "mosca al naso" di tutti coloro che con le proprie azioni sono in grado di influenzare i destini di milioni di uomini; una piccola mosca che li controlli, li "perseguiti" psicologicamente e, rendendoli consapevoli d'essere continuamente sotto lo sguardo attento di qualcuno, li induca a comportarsi correttamente e non prendersi certe "licenze" (vogliamo essere miti) che si prenderebbero più che volentieri se solo credessero d'essere soli e poter rimanere impuniti

kim jong II

putin amnesty

amnesty ahmadinejad

amnesty bush

così parlò: LoZarathustra maggio 07, 2008 09:39 | link | commenti
categorie: considerazioni, amnesty international, ad
mercoledì, 26 marzo 2008

ultimamente si fa un gran parlare di Cina, Tibet, diritti umani e boicottaggio.

chi si schiera dalla parte dei boicottatori usa i soliti argomenti noti per difendere la propria posizione contraria al regime cinese e per sostenere la necessità, oltrechè l'utilità, del boicottaggio.

Ancora più noti, vecchi e soprattutto abusati sono però gli argomenti di chi è invece contrario al boicotaggio delle olimpiadi.

Fra le tesi di questi ultimi ce ne è una in particolare che è il più grande nemico di tutte le associazioni pro bono, ovvero la convinzione che tanto non serva a niente. quante volte, soprattutto ultimamente anche legato alla questione delle elezioni, vi sarete imbattutti in ignavi che dietro al paravento dell'"uno in più o in meno che differenza fa?" celano la propria indifferenza a ciò che li circonda ma che s'illudono non li riguardi? egoisti che si indignano solo quando sono loro ad essere toccati, altrimenti chissenefrega!, individui all'apparenza normali che, dicono, si sono stancati e tanto, appunto, non cambia nulla...

 

non voglio qui entrare troppo in polemica, non ne è affatto la sede. vorrei soltanto approfittare per invitare chi mi legge ad andare a votare il 13 aprile (ma anche il 14 se proprio il 13 devi andare allo stadio...) perchè non è affatto vero che uno in più non cambia nulla.

ecco come Amnesty International affronta proprio questa questione a proposito dell'abolizione della pena di morte

approfondite il tema, e se vi sta a cuore sostenete Amnesty

così parlò: LoZarathustra marzo 26, 2008 13:44 | link | commenti
categorie: considerazioni, attualitĂ , amnesty international